Animo Simona

Animo Simona

Voglio Raccontarvi una Storia.

Era il mio sesto giorno di cammino verso Santiago.

Ero diretta a Lor Arcos, era il 25 Luglio.

Il giorno di San Giacomo.

Precisamente ero vicina a Villamajor de Monjardín e faceva caldo.

Quella tappa la ricordo perfettamente perché era uno dei primi giorni di sole cocente.

13 km circa mi separavano dalla meta di quel dí, ero sola, in mezza al nulla.

13 km di grano, e sole.

E mi faceva male la caviglia.

Tanto, troppo.

I miei amici pellegrini erano un po’ avanti, un po’ indietro.

Come sempre.

Si partiva da soli, in compagnia, ci si perdeva, ci si ritrovava.

Ero sola, il dolore alla caviglia era terribile.

Avevo spostato tutto il peso del corpo sulla destra, camminavo male.

Ero in preda allo sconforto, non so per quale ragione.

Non ho mai avuto problemi a fermarmi, piangere, riposarmi, riderci su.

Volevo una pacca sulla spalla.

Avevo bisogno, in quel preciso momento, di un incoraggiamento.

E l’ho avuto.

Solo per me, in mezzo al nulla trovo queste parole abbassando lo sguardo.

ANIMO SIMONA.

Potevano essere due nomi?

Non ci credevo, non era possibile!

ANIMO SIMONA?

Si, ANIMO SIMONA!

Un brivido mi ha percorso la schiena, e mi sono data ad un pianto liberatorio.

È stato meraviglioso.

Mi guardavo attorno in cerca di una spiegazione.

Non occorreva alcuna spiegazione.

Avevo chiesto, e mi è stato dato.

Allora mi sono fermata, su un mucchio di paglia.

A riposarmi, a massaggiarmi la caviglia.

A godere di quel momento.

Poi sono arrivati Angelo, Davide e Gian.

Mi hanno aspettata, abbiamo mangiato un po’ di prosciutto e ci siamo incamminati nuovamente.

Insieme.

È stato bello.

È ancora meraviglioso quel ricordo, ancora VIVO!

Soprattutto perché da quel giorno continuano a succedermi delle cose incredibili.

Ed io le accolgo con gioia.

di Simona Detto

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