Assistere ad un rito di cremazione sul Gange

Assistere ad un rito di cremazione sul Gange

I riti di cremazione sul Gange sono un’esperienza davvero unica e particolare.

E’ un tipo di rituale al quale non siamo abituati, noi occidentali abbiamo un rapporto diverso con la morte.

Mi ha arricchita molto spiritualmente e non l’ho trovato per nulla macabro a differenza di quanto detto da altri.

Non ho sentito odore di morte, ma semplicemente odore di vita che finisce e si purifica secondo la loro credenza.

I corpi, ricoperti di ogni ornamento, vengono trasportati su una barella fatta di canne di bambù fino a ‘Mamma Ganga’, dove vengono benedetti prima di essere cremati (video)

             

A seconda del grado sociale vengono bruciati in posti diversi: i più poveri sulla riva del fiume, i ceti medi nella parte centrale e i più ricchi nella zona più alta. Se non me lo avessero detto avrei pensato fosse il contrario.

       

Il figlio maschio maggiore, o il membro maschio più anziano della famiglia (se ne hanno una) deve svolgere i riti di purificazione, tra cui radersi la testa, comprare la legna e accendere il fuoco.

Alla cerimonia sono ammessi solo uomini. Le donne sono troppo emotive e si dice che piangendo non permettano all’anima di liberarsi.

Le scene che si vedono intorno al forno crematorio sono surreali: chi benedice nel fiume, chi accende i fuochi, morti che bruciano, bambini che giocano a cricket, mucche che mangiano i fiori dei defunti buttati a terra, barche che passano li davanti. La vita e la morte che si intrecciano e si fondono. Difficile esprimere a parole quello che ho provato. Sono stata molto tempo ad osservare a distanza tutto questo, ed è stato un mix di tante emozioni differenti.

 

 

Il mio era un desiderio prettamente turistico, ma dopo aver visto di persona ciò che accade li e aver conosciuto la nuora di uno dei defunti, che mi ha raccontato la sua storia, il mio punto di vista è totalmente cambiato.

Porterò con me un bel ricordo di questa esperienza, ma molto più spirituale di quanto pensassi.

Per rispetto ai familiari ho preferito non fare foto li vicino. Quelle che ho scattato le ho fatte a distanza con un pò di zoom (per questo sono un pò sgranate). Il video l’ho fatto pensando che fosse una festa dopo che avevo sentito i tamburi suonare, ho capito dopo fosse un defunto.

#desideriorealizzato

 

 

 

 

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