Fraser Island…nella sabbia!

Fraser Island…nella sabbia!

Ci tenevo tanto a visitare Fraser Island, una bellissima isola australiana, la più grande isola di sabbia al mondo, dichiarata nel 1992 Patrimonio dell’Umanità dell’Unesco. Un giorno, finalmente, il mio amico Stephan, conosciuto quando lavoravo a Surfers Paradise nel suo ristorante, decide di venirci con me.

Saremmo andati con la sua macchina, un Rav 4, che anche se si chiama così e ne ha tutto l’aspetto, non è un 4×4, cosa per altro quasi indispensabile se si visita Fraser Island.

Effettivamente lui era un po’ dubbioso di andare con la sua auto, ma grazie alla mia insistenza e al fatto che affittarne una più adatta fosse abbastanza costoso, sono riuscita a convincerlo.

Io e Stef ci siamo sempre divertiti un sacco insieme, facevamo tantissime cose, ed ero felicissima di fare questo viaggio con lui, e così… Pronti, partenza, via, iniziamo le nostre ore di viaggio in macchina, cantando a squarciagola con la musica a tutto volume, fino ad arrivare ad Hervey Bay, porto di partenza per raggiungere l’isola. Da li prendiamo il battello che porterà noi e il nostro Rav 4 fino a Fraser Island.

Ero emozionatissima di andarci, perché era da tempo che volevo farlo, e quelli erano gli ultimi giorni che mi rimanevano in Australia. Il mio visto era quasi in scadenza, e stavo organizzando la partenza per lasciare definitivamente il paese in cui avevo vissuto due anni.

Dopo circa mezz’ora di navigazione arriviamo sull’isola che, tra le altre cose, nei giorni precedenti, era stata alluvionata da un fortissimo acquazzone durato due giorni, ed era ancora piena di fango.

Noi però non ci siamo lasciati scoraggiare, abbiamo recuperato la macchina e siamo partiti all’avventura….. o forse sarebbe meglio dire alla (dis)avventura, visto che abbiamo percorso poco più di 5km e ci siamo impantanati!

La cosa bella del rimanere impantanati nel mezzo di niente, in un’isola di sabbia quasi deserta, dove ognuno va in giro per conto suo e non ci sono colonnine SOS o cose simili, è che prima o poi qualcuno, comunque, passa di li… ovunque sia questo li. Spesso passa anche più di qualcuno se hai la pazienza di aspettare, e anche se non ce l’hai, visto che comunque non hai scelta. E noi abbiamo aspettato… e aspettato… e aspettato. Abbiamo aspettato così tanto che avevamo deciso di incamminarci a cercare aiuto a piedi, quando finalmente ecco una macchina.

Purtroppo però, anche se gli amanti del 4×4 sono tutti super attrezzati per le (dis)avventure, soprattutto altrui, e non vedono l’ora che succedano per sfoggiare i loro armamenti, non è detto che da soli riescano ad aiutarti. A volte non basta un gancio traino, ci vuole gente che aiuti a spingere la macchina o a spostare una ruota, e guarda caso… era proprio il nostro caso.

Per fortuna, non molto tempo dopo, hanno iniziato ad arrivare anche altre macchine che si sono fermate vedendoci in panne, anche perché c’è una sola strada, e se non ci spostavamo noi, non potevano passare neanche loro.

   

La scena è stata bellissima, non tanto per Stef che era in panico per il futuro della sua auto, ma sicuramente è stata divertente per me.

Un gruppo di uomini riuniti ed emozionati come i bambini che vedono la neve per la prima volta, intenti a tirare fuori le teorie più strambe su come togliere la macchina dalla sabbia, facendo a gara a chi aveva le idee migliori. Uno spasso. Non trovo le parole per spiegarvi la contentezza che leggevo nei loro occhi per avere la possibilità di aiutare i ‘soliti pirla’ che vanno a Fraser Island senza il 4×4. Io credo che più che andare a visitare l’isola, molti vadano apposta sperando di trovare qualche sfigato come noi impantanato da qualche parte, per poi avere qualche storia tra l’eroico e lo spassoso da raccontare agli amici al ritorno, e con cui fare bella figura di fronte alle loro donne.

   

Che dire… alla fine, grazie al loro aiuto, ce l’abbiamo fatta ad uscire da quella situazione, ma il bello è che è stata solo la prima di una lunga serie. Nella stessa giornata, ogni 10 km rimanevamo impantanati da qualche parte, tanto è vero che alla quarta volta Stef ha deciso di fermare la macchina e andare a piedi. I due giorni successivi li abbiamo passati praticamente facendo in macchina lo stesso tratto di spiaggia sicuro, avanti e indietro. Ma alla fine, Fraser Island è stata comunque una bellissima (dis)avventura per concludere il mio viaggio in Australia.

Se ti piace, condividi!


Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *