La notte prima di partire

La notte prima di partire

La notte prima di partire, come fosse quella prima degli esami, immancabilmente, non si dorme. Hai preparato tutto, controllato e ricontrollato, ma nello stesso momento in cui ti sdrai nel letto, ti viene in mente qualcosa che devi assolutamente rivedere. Stai facendo lo sbaglio di alzarti nonostante tu abbia già esaminato, ispezionato, appurato, assodato, verificato e accertato che hai già messo tutto quello che ti servirà in valigia. Ed è proprio lungo quel piccolo tratto di strada che fai dalla tua camera al bagaglio che decidi di aggiungere qualcosa, qualcosa che avevi già escluso facendo mille considerazioni, ma che in quel momento ti sembra indispensabile, anche se sai già per certo che non la userai durante tutto il viaggio.

E allora che fai? Ovvio, apri la borsa e ce la metti dentro, dimenticandoti della famosa ‘maledizione della valigia’, quella che fa ingrandire gli oggetti alla sua apertura prima della destinazione e non ti permette più di chiuderla. Le scarpe n.38 diventano improvvisamente un 41,  il beauty si ingrandisce a dismisura come se lo spazzolino, il dentifricio e il deodorante fossero diventati formato famiglia invece che formato viaggio come li avevi comprati. I vestiti si auto stropicciano aumentando il loro volume quasi del doppio e le mutande si rifiutano di stare vicino ai calzini. Passi le due ore successive cercando di rimettere tutto a posto, devi tirare fuori tutto e comunque non riesci, perché sei sconcentrato, hai sonno e vuoi andare a dormire.

Ad un certo punto hai finito, ce l’hai fatta, è stata un’impresa quasi impossibile, ma alla fine, nella tua gara contro la ‘maledizione della valigia’ hai vinto tu, e puoi finalmente tornare a letto. Ma nel brevissimo tratto che ti separa dalla camera da letto, hai l’irrefrenabile urgenza di dare un’ultima sistemata a casa, come se durante la tua assenza ci fosse un controllo dell’ufficio igiene. Devi compulsivamente ricontrollare se hai chiuso il gas, come nel film di Tognazzi ‘I fobici’, rimetti la sveglia per sicurezza e quando sei sicuro di aver fatto tutto, finalmente ti sdrai, ma…..dopo aver contato milioni di pecore e averci pure dato dei nomi, ti ritrovi a guardare ancora il soffitto. Passano i secondi, i minuti, le ore e quando alla fine riesci ad addormentarti…..ovviamente suona la sveglia!

Morale della favola, non importa quante volte sei partito e quante ancora partirai, ogni volta, la notte prima di partire, sarà sempre la stessa storia!!!

valigia piena Martina

 

 

 

 

 

 

Foto di Martina Pullin

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