L’ispirazione

Featured Video Play Icon

Anche la musica è un viaggio, e la mia storia inizia così:

Avevo poco più di sei anni quando ho iniziato a desiderare di saper suonare la chitarra.

Me ne avevano regalata una, era un pò rotta, ma mi piaceva moltissimo. La tenevo in mano e provavo a suonare, ma le mie dita erano troppo piccole. Avevo anche qualche spartito, ma non avevo idea di come si leggessero.

E soprattutto non avevo mai detto a nessuno che mi sarebbe piaciuto prendere lezioni, così quel sogno è rimasto nel cassetto tutta la mia vita.

Avevo appena finito il mio terzo Cammino di Santiago, questa volta con mio padre, quando ho deciso di continuare fino a Finisterre. Mio padre è partito per tornare a casa, e la mattina successiva mi sono incamminata.

Dopo tanti giorni in compagnia, avevo voglia di stare un pò sola, così salutavo le persone che incontravo, ma non mi fermavo a parlare. Avevo bisogno di stare con me stessa.

Ad un certo punto ho incontrato due persone: un signore con lo zaino da Cammino insieme ad un ragazzo con lo zainetto da gita, i pantaloncini, un cappellino e l’ukulele. Che coppia!

   Cosa ci facevano sti due insieme???

Senza batter ciglio, saluto e proseguo per la mia strada tra le note di una canzone che quel ragazzo stava suonando.

Li incrocio alcune volte, anche il giorno dopo, ma è solo alla sera del secondo giorno che faccio la loro conoscenza. Entro nell’unico bar esistente in quel posto, e subito sento la stessa identica canzone che ho sentito più volte camminando. Eccolo, il tizio con l’ukulele.

Mi giro e gli dico: ‘è l’unica canzone che conosci?’

Mi accorgo dalla sua espressione che forse sono stata un po’ sgarbata, e mi dice che lo aveva comprato solo qualche giorno prima e stava imparando. Scambiamo due chiacchiere, e quando è ora di cenare, il signore che era con lui mi invita al suo tavolo mentre il ragazzo era in bagno. Mi dice che è suo figlio, e che lo ha raggiunto a Santiago dopo che lui ha fatto gli 800km, e hanno deciso di arrivare a Finisterre insieme.

Il figlio torna dal bagno, si vede costretto a sedersi al mio stesso tavolo, e mi chiede come mi chiamo.

‘Chiara, tu?’ e lui ‘anche io’. Mi viene da ridere, sembra una barzelletta, ma è vero, lui si chiama come me, anche se il suo nome è irlandese, si scrive in modo diverso e ha una n finale, Ciaran. La pronuncia però è la stessa, e sta cosa mi fa ancora sorridere quando penso a lui che mi risponde ‘anche io’.

La mattina dopo siamo partiti insieme, ma ognuno andava al suo passo, e ci siamo rivisti a Finisterre.

Abbiamo iniziato a suonare e cantare in giro, camminando, in mezzo alla strada, nei bar, ovunque.

Abbiamo cantato tutta la notte.

Il giorno dopo siamo tornati a Santiago, e abbiamo speso i giorni successivi a suonare e cantare. La gente si fermava e ci faceva i video. Gli artisti di strada che ci invitavano a suonare con loro.

Quanto mi sono divertita!!!

Halleluja è diventata la canzone del mio terzo Cammino, l’avremo cantata centinaia di volte di fronte alla Cattedrale, anche appena prima di salutarci.

Perché alla fine, purtroppo, ci siamo dovuti salutare.

Ognuno tornava a casa sua, io a Genova, lui a Tenerife, perché è lì che vive anche se irlandese.

Si sa, tutto finisce, ma la musica, quella no. La musica è eterna, ed è questo che terrà i nostri cuori uniti per sempre.

Ciaran è stato per me una grande ispirazione. Con la chitarra non ce l’avevo fatta, ma l’ukulele è più piccolo, e forse, chi lo sa… So solo che tornata a casa l’ho comprato. E oggi, 19/10/2017 ho preso la mia prima lezione.

   

Se ti piace, condividi!


Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *