Urbex: un viaggio immaginario

Urbex: un viaggio immaginario

Ho chiesto sul gruppo Facebook Viaggiatori Dichiarati di inventare una storia sulla branda della foto.

Ecco la più bella di un viaggio immaginario:

Il risveglio
Un forte e secco boato la svegliò di colpo.

Aprì velocemente gli occhi e, rannicchiandosi contro il muro, scrutò velocemente con gli occhi la stanza.

Una cella, una cella buia e fredda.

Si strinse a sé, un brivido di freddo le salì lungo il corpo, solo in quel momento, si rese conto di non stare indossando il suo solito pigiama, ma di avere, addosso, una leggera camicia da notte bianca.

Il panico aumentò, scese dalla brandina e, poggiando i piedi scalzi sul pavimento freddo, iniziò a vagare nel piccolo spazio, alla ricerca di qualcosa.

Non trovò nulla, niente di niente.

C’era solo lei.

Si fermò in mezzo alla stanza e, fissando la porta di ferro davanti a se, iniziò a pensare a cosa fare per uscire immediatamente da lì…

di Antonella Riccardi

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